Casa Ofelia riapre per Monumenti Aperti
Casa Ofelia, dopo i lunghi lavori di restauro, ha riaperto nuovamente le sue stanze, l’antica loggia e l’ampio cortile ai visitatori che, tra oggi e domani ,parteciperanno alle manifestazioni programmate per l’edizione 2012 di Monumenti Aperti. Nella tipica casa campidanese infatti, la Pro Loco di Sestu proporrà sia una collezione di foto d’epoca sull’abbigliamento tradizionale sestese, sia l’antico mestiere della panificazione in collaborazione con esperti artigiani locali, i quali alla fine dei lavori distribuiranno il pane prodotto ai visitatoti presenti. Per l’occasione Casa Ofelia sarà allestita anche con i lavori artigianali realizzati dalle ricamatrici sestesi che aderiscono all’Associazione CIF Sestu, che saranno esposti per tutto il periodo della manifestazione.
Domenica 20 maggio, invece, alle ore 17,30, nello spazioso cortile dell’abitazione si svolgerà un intrattenimento per bambini basato sulla lettura di fiabe sarde curate dalla Biblioteca Comunale e dall’Associazione Teatrale ISKRA.
Seguirà un piccolo intrattenimento musicale.
R.B.
Comunicato della direzione cittadina del circolo PD A. Gramsci di Sestu
A seguito del direttivo di circolo tenutosi in data 15 maggio 2012 e della discussione riguardo all’attuale situazione politica, si esprime viva preoccupazione per quanto sta avvenendo all’interno del gruppo consiliare del PD e per le iniziative che l’amministrazione comunale con a capo il sindaco Aldo Pili, tesserato del PD, ha intenzione di portare avanti.
Preoccupa in particolare la notizia che l’amministrazione intende procedere a modificare la composizione delle commissioni consiliari permanenti e che per tale motivo abbia chiesto le dimissioni dalle medesime commissioni di otto consiglieri in assenza di una ufficiale modifica del quadro politico. Non può che allarmare e ulteriormente aumentare la preoccupazione la circostanza che 3 consiglieri del gruppo democratico (Valentina Ledda, Fabio Pisu, Michela Mura) siano stati emarginati rispetto a tali decisioni e non abbiano potuto partecipare alla relativa discussione. L’operato di alcuni tesserati PD (il sindaco Pili, l’ex presidente del Consiglio Giancarlo Angioni, la “neocapo gruppo” Giovanna Podda, e il consigliere Pier Paolo Meloni (?)) sta avvenendo, come ormai loro consuetudine, in totale solitudine e distacco rispetto agli organismi legittimamente eletti nell’ambito del circolo.
Si esprime totale riprovazione per un simile comportamento che ha come unico risultato quello di creare divisioni nell’ambito della rappresentanza politica in Consiglio comunale, di negare la partecipazione alla vita amministrativa e all’attività consiliare della metà del gruppo consiliare del PD, mortificare la linea politica del PD e gli organismi attraverso cui questa linea deve essere elaborata e proposta.
Comunicato della direzione cittadina del circolo PD A.Gramsci di Sestu: nuova sede in via Roma 28
In seguito all’incivile e vigliacco sfratto da via Gramsci, in attesa che chi di dovere affronti la situazione, la direzione cittadina ha deliberato di prendere in affitto il locale di VIA ROMA 28 che è ora ufficialmente la nuova sede del circolo PD A. Gramsci di Sestu. Presto l’inaugurazione…
Letture di Fiabe Sarde a Casa Ofelia
Tra le manifestazioni inserite nell’edizione 2012 di Monumenti Aperti .. a Casa Ofelia domenica 20 maggio p.v., ore 17,30, si svolgerà una rassegna di lettura di Fiabe Sarde a cura della Biblioteca Comunale e dell’Ass. Teatro Iskra.
Monumenti Aperti 2012
Anche quest’anno il Comune di Sestu aderisce a Monumenti Aperti.
Dai tempi del suo primo esordio a Sestu, la manifestazione arrivata all’attuale edizione 20l2 con un crescente numero di consensi da parte della cittadinanza locale ed extra-comunale, che in precedenza ha partecipato all’evento.
Come noto, l’obiettivo dell’iniziativa è quello di:
- stimolare i cittadini alla conoscenza della storia sestese per scoprire e valorizzare le vecchie tradizioni locali e salvaguardare l’identità culturale della comunità;
- incoraggiare i giovani a riscoprire i segni e le testimonianze del passato, per rafforzare il senso di appartenenza al paese;
- valorizzare il patrimonio storico, architettonico e ambientale presente nel territorio, per creare un circuito culturale capace di realizzare nuove opportunità di sviluppo sostenibile per il paese.
Quest’anno la manifestazione si svolgerà nei giorni 19 e 20 maggio, in concomitanza con la festa primaverile di San Gemiliano, e con l’attuazione di altre iniziative di carattere culturale e musicale che daranno l’opportunità ai visitatori di partecipare contemporaneamente ad importanti momenti di aggregazione sociale e di arricchire la propria conoscenza sui monumenti e sul patrimonio storico-culturale e tradizionale esistente a Sestu.
Il coordinamento dell’iniziativa anche quest’anno è affidato alla Pro Loco, che in collaborazione con le Istituzioni Scolastiche, la Biblioteca Comunale, la Banda Musicale G. Verdi e le Associazioni Culturali e di Volontariato presenti nel paese, si adopererà per guidare i visitatori nei siti individuati nel circuito monumentale, culturale e ambientale predisposto dall’Amministrazione Comunale, che per questa rassegna 2012 ha previsto anche la riapertura di Casa Ofelia, dopo la chiusura forzata dovuta ai lavori di restauro dell’edificio campidanese.
Come da programma la visita dei beni culturali si svolgerà nei giorni di:
Sabato 19 e Domenica 20 maggio 2012, dalle ore 9,30 alle 13,00 antimeridiane e dalle ore 16,30 alle ore 19,30 pomeridiane.
Monumenti da visitare:
Chiesa San Giorgio Martire, Chiesa San Salvatore, Chiesa Sant’Antonio, Chiesa San Gemiliano, Casa Ofelia, Sede della Banda Musicale G. Verdi, Sede Associazione Folcloristica Culturale San Gemiliano, Sede Archeologica dell’Associazione Sextum, la Vecchia Officina del fabbro Dessì Ninetto ed infine, la zona umida de Su Staini Saliu.
Il 17 maggio anche a Sestu arriverà l’arcobaleno
Ecco finalmente una bella notizia. Il Comune di Sestu ha aderito alla giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia in programma il 17 maggio. Per capirci: è quella dove in tutto il mondo si organizzano i “Gay Pride”, le parate multicolore che poi diventano grandi feste. “Il Comune – si legge in una nota pubblicata sul sito web dell’ente – riconosce il valore della diversità, della tolleranza e del rispetto della persona. Lavora contro le discriminazioni e celebra la giornata mondiale contro l’omofobia come momento di crescita civile”. Nata da un’idea dello scrittore Louis-Georgers Tin, la prima giornata contro l’omofobia si è tenuta a maggio del 2005, quando cadeva il quindicesimo anniversario dall’eliminazione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Negli Stati Uniti, paese certamente non progressista, quest’anno in vista del voto il presidente Barack Obama ha aperto alle nozze tra persone dello stesso sesso (“Le nozze gay dovrebbero essere un diritto”), ricevendo la reazione indignata dei conservatori. Ma poco dopo, un’apertura inaspettata è arrivata anche dall’altra parte con lo sfidante repubblicano Mitt Romney, ex governatore del Massachussetts, che ha ribadito: “Se due persone dello stesso sesso vogliono vivere insieme, avere una relazione sentimentale e adottare un bambino, a mio parere hanno il diritto di farlo. Chiamare tutto ciò matrimonio, però, è una deviazione da quello che è il reale significato del termine”. In Italia siamo ancora lontanissimi da queste posizioni: anche solamente prevedere un registro per le unioni di fatto provoca enormi polemiche nei vari comuni che lo adottano, per non parlare delle varie leggi arrivate in Parlamento e sgretolatesi contro le resistenze della politica. Persino il governo Prodi, apparentemente vicino alle tematiche contrarie alla discriminazione, si è arenato quando ha voluto portare in aula la questione delle unioni civili, proponendo i cosiddetti Pacs (patti civili di solidarietà che in Francia esistono dal 1999) o dei Dico (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi). Vi regalo una curiosità: nonostante in Italia alle coppie di fatto (non per forza formate da gay o lesbiche, ma semplicemente da un uomo e una donna che decidono di non sposarsi) non siano riconosciuti gli stessi diritti di quelle coniugate, esistono comunque due eccezioni: i giornalisti e gli onorevoli parlamentari. Nel primo caso il compagno di un giornalista, a prescindere dal sesso o dal modello di convivenza, può usufruire della cassa mutua sanitaria di categoria (la Casagit) del parthner. Stesso trattamento vale anche per i parlamentari che, in più, possono trasmettere al compagno (sempre fuori dal matrimonio) anche la pensione di reversibilità. E se vale per giornalisti e onorevoli, perché non deve valere per tutti? In questi giorni, al termine di una piacevole chiacchierata, un grande regalo mi è arrivato da una persona. Alla mia domanda “Ma tu saresti d’accordo ai matrimoni tra omosessuali?”, lei ha riposto: “Certo che si!”. E alla possibilità che due gay adottino bambini? “Ma che domande: ovvio! Io credo nell’amore tra esseri umani”. Poi, cercando di farla cadere in contraddizione visto la sua educazione cattolica, le ho rifilato quello che credevo il colpo di grazia: “E con Dio come la metti?”. “Beh – ha sorriso – anche lui c’ha sempre creduto nell’amore tra essere umani, non lo sapevi?”. Spero che un giorno, nemmeno troppo lontano, tutti possano beneficiare di ciò che oggi è limitato a parlamentari e giornalisti, ma nel frattempo plaudo ad una bella notizia arrivata nel nostro paese. Non è costata nemmeno un euro alle casse comunali, ma che il 17 maggio porterà anche a Sestu un po’ d’arcobaleno (simbolo mondiale della pace, ma anche della comunità gay). Nel frattempo, dopo lo spot australiano iniziale sulle nozze gay, vi mostro anche quello della Regione Toscana che, zitta zitta, ha visto nel valore della diversità anche la possibilità di promuovere il proprio territorio. (fp)
Euro, il capolinea si avvicina, ci prepariamo a scendere?
Ma cos’è questa CRISI di cui sono piene le cronache dei giornali nel pianeta. Un meteorite ha impattato sulla terra inducendo una nuova glaciazione ? o forse un terremoto ha sconquassato gli abissi dell’oceano provocando un terrificante maremoto che ha sommerso intere città? o è stata una spettacolare tempesta solare le cui interferenze hanno saturato l’etere rendendo impossibile utilizzare tutti i moderni sistemi di comunicazione? Tranquilli, nessuna catastrofe naturale straordinaria si è abbattuta sulla terra, eppure questa crisi, che come una sottile nebbiolina pian piano ci avvolge, rischia di cambiare profondamente il nostro modo di vivere. Vale perciò la pena cercare di capirne l’origine, le implicazioni, le responsabilità per poter individuare una possibile via di scampo.
Avete, in un tempo recente, fatto degli acquisti? Si? Bene. Provate ad individuare l’origine geografica di ciò che avete comperato e preparate un lungo elenco. Includete in questo, sia beni di poco valore come gli alimentari, che acquisti importanti, come automobili od oggetti di alta tecnologia. Scommetto che buona parte di queste merci non sono prodotte in Italia! Nella gestione dei bilanci delle nostre famiglie abbiamo ben chiaro che se spendiamo più di quanto incassiamo, significa che ci stiamo indebitando. Allo stesso modo, su scala nazionale, se le merci (e anche i servizi) che arrivano in Italia dall’estero sono superiori a ciò che riusciamo ad esportare, il Paese nel suo complesso si indebita. Se questo processo diventa endemico anche i debiti privati in qualche modo diventano pubblici. E’ successo anche ora quando lo stato è dovuto intervenire per salvare le banche in sofferenza accollandone il costo alle casse pubbliche. Volendo essere meno empirici può essere utile dare uno sguardo alle serie storiche della bilancia dei pagamenti vedere cioè se, nell’interscambio con l’estero, il nostro saldo netto è stato positivo o negativo, in altre parole se, come nazione, ci siamo indebitati o meno. Una buona fonte di dati ufficiali può essere il sito dell’OCSE dove c’è anche un’utility che permette di tracciare grafici. Lo trovate qui.
Chi ha voglia di farlo, scelga di visualizzare i dati degli ultimi 15 anni relativi all’interscambio con l’estero (current-account-balance-of-payments) ad esempio della Germania e dell’Italia. Il risultato è questo:
osserviamo che inizialmente la situazione era di leggero surplus per l’Italia, poi noi entriamo gradualmente in deficit mentre i tedeschi, con una curva quasi speculare, vanno in surplus. Se ci prendiamo la briga di confrontare la Germania con le nazioni europee periferiche vediamo che la situazione è più o meno simile. Ma perchè? Perchè l’unione monetaria europea cioè l’euro è stata una trappola per le nazioni europee deboli ed ha avvantaggiato la Germania; se osservate meglio il grafico vedete che questo trend inizia esattamente dall’entrata in vigore dell’euro.
In pratica è successo che la Germania, che nel decennio precedente aveva attuato un aumento della produttività ed una compressione dei salari, ha potuto incrementare il livello delle proprie esportazioni. Nella situazione pre euro ci pensava lo strumento della flessibilità del cambio a rimettere le cose a posto: se le merci prodotte da un qualsiasi stato, nel nostro caso la Germania, diventavano molto richieste dal mercato, allora la moneta occorrente per comprarle, il marco, per la legge della domanda e della offerta, si rivalutava, rendendo meno conveniente l’acquisto. Visto dall’altra parte, la nostra moneta si svalutava, rendendo più appetibili le nostre merci.
Con la rigidità implicita di una unione monetaria questo strumento di difesa dalle politiche mercantilistiche è venuto a mancare innescando tutta una serie di fenomeni (dallo spread al debito pubblico, dalla disoccupazione alla macelleria sociale), che sta mettendo definitivamente in ginocchio il sistema economico e sociale nazionale. Che succede ora? Succede che un cosiddetto governo tecnico, insediatosi in un contesto di sostanziale pericolosissima sospensione della democrazia, ha attuato un ventaglio di riforme dal peso insostenibile per una larghissima fascia della popolazione, una medicina che anzichè curare la malattia farà morire il paziente. Una compagine governativa che dietro il paravento del vincolo esterno (ce lo chiede l’Europa) sta distruggendo quello che è rimasto delle conquiste sociali che i nostri padri, pagando spesso un prezzo altissimo, erano riusciti a realizzare.
Ma era prevedibile un esito simile quando si è deciso di costituire l’unione monetaria europea? Illustri economisti del calibro di Paul Krugman, Martin Feldstein, Dominick Salvatore ad esempio, avevano predetto ciò che sarebbe successo e d’altronde, sarebbe bastato andare a guardare cosa successe quando la lira era entrata a far parte dello sme, che in realtà erano le prove generali dell’euro: la fotocopia di ciò che sta succedendo ora come si può vedere da questo grafico. Come ne eravamo usciti? Sganciandoci dal serpente monetario europeo e adattando i rapporti di cambio con le altre valute (in pratica svalutando la lira). I padri fondatori dell’euro hanno tirato dritto ritenendo che anche se l’area euro non costituiva un’”area valutaria ottimale”, la moneta unica avrebbe contribuito a farla diventare tale. Un po’ come pensare che per costruire una casa solida si può partire col tirare su i muri ritenendo che le fondamenta possano venire dopo. Ma se errare è umano perseverare è diabolico e nessuno, nè centro destra, nè centrosinistra ( che da tempo sono diventati materia costituente la stessa indistinguibile poltiglia) si sono voluti assumere la responsabilità di far crollare questo insostenibile sistema.
Sauro Matta
“Deve rassegnarsi. La spintarella, mio caro giornalista, non è un reato nel nostro Paese”.
Sarò volutamente generico perché questa non è una notizia, ma solo un’opinione: la mia. Devo ammettere che una delle cose che da sempre riescono a mettermi di malumore è la questione delle “spintarelle”. Di che si tratta? La tendenza di molti politici italiani di tutti i livelli di sfruttare la posizione ottenuta grazie alla fiducia degli elettori per agevolare conoscenti, amici o parenti. In un’isola dove i contratti a tempo indeterminato, ma anche quelli a scadenza o di collaborazione, stanno diventando sempre più rari e preziosi, decimati da una crisi che sta mettendo in ginocchio famiglie e rendendo inutile anche il migliore dei titoli di studio, continua a sopravvivere la pletora di politicanti (di ogni schieramento) che sfrutta il proprio ruolo, o magari anche il partito di appartenenza, per costruire clientele e regalare posti di lavoro ad amici, figli, fidanzate, amanti e compagni. Poco importa se i beneficiari siano degli emeriti incapaci (ma il discorso vale anche se si trattasse di persone degne), l’unica cosa che conta per queste persone è il risultato: la “sistemazione” della persona cara, raccomandata attraverso l’immancabile spintarella. E se la cosa è già deprecabile quando il politico chiede favori e assunzioni ai titolari di aziende private, diventa insopportabile quando il giochetto lo si scopre in enti pubblici o strumentali, aziende miste, consorzi, società partecipate o in house (ovvero quelle controllate dal pubblico ma che funzionano come il privato). Questa mattina, come ogni giorno da qualche anni, ero in Tribunale e mi stavo confrontando con un magistrato che, nonostante la lunga carriera, è ancora appassionato e desideroso di fare il proprio lavoro. Entrambi abbiamo condiviso sul fatto che, un pezzetto alla volta, l’esercizio generalizzato dell’abuso in molti casi è diventato una normalità. Poco importa se sia penalmente rilevante o meno, se vi siano estremi di reato o se la norma lo consenta. Le spintarelle possono non violare il codice penale, ma minano il rapporto di fiducia tra elettore e politico, facendo diventare siderale la distanza tra chi può beneficiare degli “aiutini” e chi, invece, deve cavarsela nella disperazione. Basta una buona parola, un favore chiesto alla persona giusta per mettere la persona cara col sedere al riparo dalla minaccia della crisi. Insomma, i profetti dell’accozzo non commettono reati, ma con il loro comportamento scalfiscono la democrazia. E quando la sfiducia supera il livello di guardia, quasi sempre spunta il “salvatore della patria” o il populista di turno che trova terreno fertile. Certo, mi rendo conto che il mio discorso è facile alla demagogia, ma perdonatemi: sto lavorando ad un servizio regionale e, di recente, ho avuto tra le mani una pianta organica di una società quasi pubblica e mi è salito un profondo malumore e senso di nausea. Al mio interlocutore togato, fumatore incallito che in carriera ha scoperto e perseguito numerosi malaffari, ho chiesto come funzioni la norma sulle assunzioni pubbliche e nel bacino delle società controllate. Lui mi ha sorriso, rispondendomi con lo stesso tono che usa l’adulto quando spiega al bambino qualcosa di scontato. “La spintarella, mio caro giornalista, non è reato nel nostro Paese – mi ha detto – salvo, ma l’impresa è quasi sempre impossibile da dimostrare, non si accerti sia stata il mezzo di una corruzione”. E la casistica delle assunzioni personalizzate è disarmante. Negli enti pubblici, dove vige ancora l’obbligo del concorso, c’è chi tenta di aggirare l’ostacolo con contratti a tempo, magari reiterandoli nella speranza che poi arrivi una procedura di stabilizzazione. Stava per accadere qualche anno fa in un ente cagliaritano per un centinaio di lavoratori, ma poi sia la Corte dei Conti che il Tribunale del Lavoro hanno stoppato l’iniziativa. Più semplice è piazzare qualcuno nelle società pubbliche di diritto privato che possono aggirare il concorso per titoli con selezioni o, peggio ancora, con chiamate dirette anche a tempo indeterminato. Negli ultimi undici anni, per ben tre volte, nei dibattiti parlamentari della finanziaria è comparso l’emendamento che obbligava le società partecipate, i consorzi o le aziende miste, ad applicare nei criteri di selezione del personale lo strumento utilizzato dall’ente pubblico che le partecipava. Ma tutte le volte l’emendamento è stato cassato e le chiamate dirette, o le selezioni pilotate, sono ancora sopportate e considerate la normalità. “Ti può dare fastidio – ha sorriso il giudice – ma non è reato”. Ma non ci vuole un genio per capire che questa è la stessa strada che, spingendosi appena più avanti, porta il cassiere della Margherita a considerare propri i denari del partito, oppure alcuni dirigenti della Lega a ritenere normale il finanziamento della sacra famiglia. Chi vede questa pratica come l’anticamera della corruzione – come mi ha spiegato questa mattina l’anziano giudice – ha poche armi a sua disposizione, pochi strumenti di denuncia o per chidere giustizia. Gli resta solo la possibilità di indignarsi, che non è poco. Può ad esempio smettere di votare il “politico che accozza” o guardare con disprezzo e disgusto l’accozzato di turno, facendogli capire – come in questo caso – che se un fatto non si può pubblicamente denunciare o scrivere a chiare lettere, questo non significa che poi l’episodio passi in cavalleria. Lo so, mi rendo conto che non è molto: ma Grillo in questo modo è arrivato al 7 per cento, mentre in Grecia camminando nella direzione opposta sono già con un piede nella fossa. (fp)
Il Circolo PD A. Gramsci passa la palla alla Segreteria Regionale del PD e alla Fondazione E. Berlinguer in merito ai locali di via Gramsci
Gentile Presidente dell’Associazione “Sestu con Enrico Berlinguer”,
con la presente vi comunichiamo che, alla luce degli ultimi fatti avvenuti e in particolare il cambio serratura con sequestro del materiale del PD, l’accatastamento fuori dalla stanza occupata per tre anni del materiale del PD, il non aver tenuto in nessun conto delle attività in corso di svolgimento nonostante le rassicurazioni date in merito, l’aver messo in pratica questi atteggiamenti senza alcuna possibilità per il PD di potersi organizzare e trovare soluzioni alternative, la questione “utilizzo dei locali” di via Gramsci verrà affrontata dalla segreteria regionale del PD e dalla fondazione E. Berlinguer. Non parteciperemo pertanto all’incontro previsto per oggi alle 19.00 e ogni decisione in merito all’utilizzo dei locali da parte del circolo PD verrà presa dopo l’incontro degli organismi suddetti che avverrà a breve.
Il Partito Democratico di Sestu, viste le situazioni spiacevoli e incivili verificatesi in più di un’occasione, non farà alcuna attività né riunione in via Gramsci finchè non ci sarà una definizione chiara della situazione.
cordiali saluti
La Segretaria del Circolo A. Gramsci
Michela Mura
Comunicato di Pierpaolo Meloni: “Garantire un uso pluralistico e non esclusivo della sede”.
In riferimento alle recenti esternazioni della segretaria del Partito Democratico di Sestu, secondo la quale il PD sarebbe stato “letteralmente sbattuto fuori dalla sede di via Gramsci” dalla Fondazione Berlinguer di Cagliari, si ritiene doveroso ribadire la posizione dell’Associazione “Sestu con Enrico Berlinguer”in merito e chiarire alcuni fatti contingenti:
1. Nel mese di aprile, e precisamente il 21 aprile u.s., è stato perfezionato il passaggio della proprietà della sede di via Gramsci da parte dei DS, legittimi proprietari dell’immobile, alla Fondazione Enrico Berlinguer di Cagliari. Contestualmente la Fondazione, seguendo una procedura già adottata per tutte le sezioni territoriali del PCI-PDS-DS, ne ha affidato la gestione ad una associazione locale composta da persone che hanno fatto parte dell’ultimo direttivo DS di Sestu.
2. E’ intenzione dell’Associazione garantire un utilizzo pluralistico e non esclusivo della sede a favore di tutte le associazioni e formazioni politiche locali che a vario titolo si riconoscono nella tradizione della sinistra sestese. Pertanto, al fine di tutelare e garantire allo stesso modo i vari fruitori della sede, si sta procedendo a stilare un regolamento per stabilire le modalità di accesso ai locali e, sulla base delle richieste dei soggetti interessati a usufruirne, si definirà un calendario per fissare tempi e giorni certi per l’utilizzo degli spazi.
3. Nelle more della definizione del regolamento e del calendario, l’Associazione “Sestu con Enrico Berlinguer”, in accordo con la Fondazione, ha concesso al circolo del PD di Sestu la possibilità di continuare a utilizzare la stanza delle riunioni del primo piano per le attività in corso di svolgimento.
4. L’episodio intorno al quale sono stati sollevati ieri tanti schiamazzi è semplicemente frutto di un incomprensione riguardo all’orario di apertura della sede.
Sestu, 6 maggio 2012
Pierpaolo Meloni – Associazione “Sestu con E. Berlinguer”
Michela Mura: “Il Pd sbattuto fuori dalla sede di via Gramsci”.
“Il PD ieri è stato letteralmente sbattuto fuori dalla sede di via Gramsci: serrature cambiate senza alcun preavviso. Quando siamo riusciti a farci aprire la porta abbiamo trovato la nostra roba accatastata nelle scale”. Lo ha scritto in una nota la segretaria cittadina del Pd, Michela Mura. “Ecco come la Fondazione Berlinguer tratta il Partito Democratico – ha proseguito – Per continuare l’attività politica occorrerà pagare un affitto. I circoli non ricevono un euro dai livelli superior……i. Gli amministratori non versano quanto stabilito dallo statuto. 2/3 dei soldi del tesseramento vanno ai livelli superiori. Chi dovrebbe sostenere l’attività politica nei territori? Avremmo voluto dedicarci alla campagna referendaria ma nelle ultime settimane ci siamo dovuti occupare purtroppo di questioni molto meno “nobili”.
Farmacia, si cambia
(dall’Unione Sarda del 1/05/2012)
La farmacia comunale avrà un nuovo amministratore unico. Approvato il bilancio, l’azienda mista controllata dal Comune col 70 per cento delle quote si appresta a cambiare il responsabile dell’azienda (che spetta come nomina alla parte pubblica). Ieri mattina, il segretario generale Giovanni Mario Basolu ha pubblicato il bando per la selezione dei candidati. Dovranno avere una laurea in economia e commercio, giurisprudenza o scienze politiche, più una comprovata esperienza professionale. Oltre che dal sindaco, assessori e consiglieri comunali, le candidature possono essere presentate anche dai cittadini entro il prosismo 10 maggio. La valutazione dei candidati sarà effettuata dal primo cittadino tenendo contono, per quanto possibile, sia dei titoli di studio che della competenza ed esperienza in direzione, gestione e controllo in organismi del settore pubblico o privato (attinenti comunque alla materia di competenza). Nominato nel giugno del 2006, l’amministratore unico uscente è Tonino Chironi (61 anni) che era stato prorogato dopo il primo triennio per un secondo mandato. Il trattamento economico del nuovo responsabile della società mista, una volta insediato, dovrebbe essere di circa 15 mila euro annui (più Iva). La società a responsabilità limitata era stata creata sei anni fa per esternalizzare la gestione della farmacia: oltre al pubblico, il restante 30 per cento delle quote è in mano ai farmacisti. (fp)
ENERGIA: TROPPI CONTRATTI TRUFFA, URGENTE INTERVENIRE
L’Unione Nazionale Consumatori denuncia da tempo l’odiosa pratica dei contratti non richiesti nel settore energia, attivati con firme contraffatte o false, o ottenuti promettendo vantaggi iperbolici ed ingannevoli, tramite l’affidamento delle campagne acquisti a promotori esterni privi di scrupoli. L’autorità per l’energia ha finalmente adottato il provvedimento da tempo annunciato, che per certi versi recepisce le richieste fatte anche dalle Associazioni di consumatori. Va bene l’adozione della lettera di benvenuto che riassume le principali caratteristiche del contratto che si suppone sottoscritto, peccato invece per la mancanza di forme automatiche di “indennizzo” ai consumatori vittime di queste pratiche scorrette. L’adozione della delibera dell’Autorità n. 153/2012 apre degli spazi per le aziende che vogliono davvero dimostrare la loro lealtà e correttezza nei confronti dei consumatori attraverso l’adozione di codici di comportamento volontari ancora più virtuosi delle regole stabilite dalla delibera, mentre mette alla gogna mediatica quelle che si rendono responsabili di tali comportamenti o sono restie alle nuove regole. L’Unione Nazionale Consumatori auspica che le aziende provvedano alla revisione degli attuali protocolli di conciliazione integrando ed ampliando le misure messe in campo a favore dei consumatori. Vanno estese pertanto le tutele affinché non vi sia più spazio per le truffe o i tentativi di raggiro, adottando misure rafforzative. L’UNC provvederà ad effettuare dei monitoraggi e dei controlli, anche segnalando all’AEEG e, per la parte di sua competenza, anche all’AGCM. Le sedi dell’UNC in Sardegna (che si possono reperire nel sito info@consumatori.it > dovesiamo > Sardegna) sono a disposizion dei consumatori per ogni segnalazione.
Romano Satolli
Michela Mura (Pd): “I soliti noti, sotto diverse forme, gestiscono tutto”
“Non c’è stato nessun incontro tra la sottoscritta e il presidente della Fondazione”. Così la segretaria cittadina del Pd, Michela Mura, ha commentato la notizia sull’incontro col presidente della fondazione Enrico Berlinguer, Salvatore Corona. La vicenda è quella relativa all’utilizzo della sezione di via Gramsci. “Per la precisione sono stata convocata per le 17 e congedata alle 17.05 senza alcuna risposta e con una palese mancanza di rispetto. Mi aspettavo, nel bene o nel male, che venerdì la fondazione si pronunciasse con chiarezza e desse seguito a quanto scritto nella lettera inviata ai Segretari Silvio Lai e Thomas Castangia. Apprendo oggi dal giornale che le intenzioni sono decisamente diverse. Ora spetta ai livelli superiori intervenire, è con loro che la Fondazione non ha rispettato i patti. La sottoscritta, in quanto segretaria del Partito democratico, ha sempre e soltanto chiesto, a chi di dovere, di gestire quella sede per fare attività politica poiché il PD è il legittimo erede politico dei Ds, non alcuni individui che rappresentano solo se stessi e che hanno già dimostrato con la fallita associazione Gramsci di non essere in grado di svolgere alcuna attività. Penso di aver fatto il mio dovere e di avere la coscienza a posto nei confronti dei tanti che hanno lavorato per costruire un patrimonio di enorme valore a Sestu e che oggi sembra ridursi invece a una stanza. Vorrei che si avesse il coraggio di fare le cose alla luce del sole e di fare nomi e cognomi delle persone che andranno ad occupare quegli spazi enormi, così sarebbe evidente a tutti che i soliti noti, sotto diverse forme, gestiscono tutto. I cittadini di Sestu sapranno valutare quello che succede nonostante la macchina del fango”. (fp)
Festa San Giorgio – Concerto per Soprano – Tenore e Organo
Questa sera dopo la processione in orore a San Giorgio .. Santo Patrono di Sestu .. si svolgerà un concerto per Soprano – Tenore e Organo a cura dell’Associazione Culturale Musicale Diapason di Nuoro. L’appuntamento è nella Chiesa Parrocchiale alle ore 20,30. Per ulteriori informazioni si veda la locandina allegata.
R.B.
Pedalata del 25 Aprile
Mercoledì 25 aprile p.v. .. festa della Liberazione Italiana dal Nazi-fascimo … riprendono gli appuntamenti ecologico-culturali con una pedalata che ha come destinazione il Parco di Santa Lucia di Monastir.
L’appuntamento è sempre in Piazza Salvo D’Acquisto .. con partenza alle ore 10,30.
Le altre informazioni sono desumibili dalla locandina allegata.
R.B.
Scontro sulla sezione “Gramsci”. Venerdì la decisione della Fondazione “Enrico Berlinguer”
Venerdì sarà il giorno decisivo per conoscere le sorti della storica sezione del partito comunista di via Gramsci. La notizia ormai è risaputa: l’edificio sul quale per tanti anni ha sventolato la bandiera rossa, con la falce ed il martello, ormai da qualche tempo è diventato l’oggetto del contendere tra la segreteria del locale Partito democratico e altre forze politiche della sinistra riconducibili all’ultimo direttivo dei Democratici di Sinistra. Per capire la questione è necessario fare un passo indietro: con la nascita del Pd, venuto alla luce con la fusione di Ds e Margherita, gli immobili del vecchio Partito Comunista Italiano rimasti nel patrimonio sono stati donati alla fondazione Enrico Berlinguer. In Sardegna se ne contano un centinaio, compresa la sede storica di via Emilia a Cagliari. L’ultimo direttivo dei Democratici di Sinistra di Sestu, all’epoca guidato dal segretario Mario Orrù, decise di fare come gli altri, cedendo l’immobile ma con l’impegnando della “Fondazione Berlinguer” di concedere la sezione all’associazione “Gramsci” (costituita proprio da quell’ultimo direttivo erede di chi ha costruito l’edifico). In un primo momento, l’associazione era presieduta dall’ex consigliere Ilaria Loi, ora da Alberto Manuza. Dove sta il problema? Nessuno, se non che la scorsa notte, dopo l’atto firmato dal notaio tra Mario Orrù e Tore Corona (responsabile della fondazione Berlinguer) che consacra la cessione dell’immobile, i militanti del Pd che hanno la sede al primo piano si sono trovati con la serratura cambiata. La polemica è divampata accesissima, anche se questa volta – a differenza del passato – nessuno ha chiesto l’intervento dei carabinieri. All’arrivo di Tore Corona, le chiavi sono state consegnate ad Alberto Manunza che, però, si è impegnato ad aprire la sezione nelle ore in cui serve ai militanti del Pd. Ora la palla passa alla “Fondazione Berlinguer” che venerdì è chiamata a decidere cosa fare: da una parte c’è l’associazione Gramsci che rivendica a sé l’intero fabbricato (al piano terra ci sono i campi da bocce, il teatro ed un bar, al primo il circolo del Pd e un’altra stanza da completare), dall’altra il Partito Democratico che fa altrettanto, concentrandosi in modo particolare sulle sorti del primo piano. Il piano terra, inoltre, ospita anche l’associazione Samsa e le riunioni di altre forze politiche della sinistra. Venerdì spetterà alla fondazione decidere il futuro dello spazio: quattro le ipotesi che circolano, stando alle indiscrezioni non confermate. La prima è che l’edificio potrebbe essere affidato una parte all’associazione Gramsci e una parte al Pd. L’altra è che tutto l’immobile sia dato in gestione all’associazione erede dell’ultimo direttivo Ds che, in un secondo momento, distribuirà gli spazi ad associazioni e partiti per creare una “casa della sinistra”. La terza ipotesi è che l’intero immobile sia affidato al Pd, con l’impegno di concedere spazi all’associazione, mentre la quarta – che poi è quella che le indiscrezioni vogliono come la più probabile – è che la Fondazione, forte ora della cessione regolarizzata davanti al notaio, si occupi direttamente di assegnare spazi e regolare tutte le posizioni: singoli contratti, con diritti e doveri, da siglare con Pd, associazione Gramsci, associazione Samsa e tutti gli altri soggetti che, eredi del vecchio e partito comunista, chiederanno uno spazio per fare attività politica e culturale. «Alla fine vedrai che un accordo si trova» ha ricordato una fonte cagliaritana che sta seguendo da vicino la questione, «lo spazio è tanto e tutti potranno fare attività in assoluta autonomia». Salvatore Corona (che per inciso è anche il responsabile nazionale del tesseramento del Pd) ieri era a Roma, ma è tornato a Cagliari per risolvere la questione che sta accendendo gli animi oltremisura. Venerdì la fondazione Berlinguer dovrebbe decidere che fare. E volete sapere a chi spetterà la scelta? Ecco i nomi del Consiglio: Salvatore Corona (presidente), Antonello Cabras, Giulio Calvisi, Salvatore Cherchi, Francesco Maccis, Raimondo Pusceddu ed Emanuele Sanna. (fp)
Il PD “deve pagarla” Il PD a Sestu ha una colpa da espiare: esiste!
Il titolo è di un articolo scritto per l’Occhio del cittadino lo scorso novembre e che troverete sotto…
Cos’è cambiato? Finalmente, poche settimane fa, la sede è diventata di proprietà della Fondazione Enrico Berlinguer come deciso dall’ultimo direttivo DS e il circolo del PD è stato invitato a inoltrare nuova richiesta ufficiale per la gestione del locale. La gestione dei rapporti tra Pd e Fondazione era gestita in maniera separata e distinta rispetto alle questioni nate in seno al comune, come era ovvio che fosse.
Ieri, come ogni pomeriggio, ci siamo recati in sede in via Gramsci e non siamo potuti entrare: ignoti hanno cambiato la serratura! Il legittimo proprietario, cioè la Fondazione Berlinguer, e il suo presidente non ne sapevano nulla. Poi sono comparse le chiavi e il presidente le ha consegnate ad una persona che dovrebbe fare da portinaio e aprire ogni volta che serve… e che ci ha detto di andarcene sotto un ponte (per restare alle cose ripetibili)… Oggi alle 8 saremmo dovuti entrare per consentire a degli operai di fare un lavoro importante… il portinaio non è venuto… è stato necessario spiegare e dimostrare che non era un “capriccio” voler entrare alle 8… le chiavi sono comparse 40 minuti dopo… e le aveva un estraneo, il gestore del bar del piano terra che nulla ha a che fare con il PD, con i Ds o con qualunque partito. Non posso che dire di essere schifata. Si va dicendo, per giustificare azioni vergognose, che la sottoscritta si vorrebbe impossessare del locale. La sottoscritta, in quanto segretaria del Partito democratico, ha sempre e soltanto chiesto, a chi di dovere, di gestire quella sede per fare attività politica. L’unico partito che ha svolto attività politica ininterrottamente, cioè il PD, è fuori. Questo è il livello raggiunto.
Il Partito Democratico di Sestu per accedere ai propri documenti e dati sensibili, per svolgere le proprie attività e riunioni, dipende da un estraneo che, poverino, si trova in mezzo a questioni che non lo riguardano e a un portinaio che non fa quanto per iscritto il presidente gli ha chiesto di fare consegnandogli le chiavi.
Ma se il PD non può entrare, perchè può farlo il gestore del bar, coloro che giocano a bocce, e tutti quelli che liberamente accedono? A che titolo loro stanno lì? Con loro la Fondazione Berlinguer ha già fatto un contratto? Per questo loro possono avere le chiavi e il PD invece no? Per questo loro possono decidere se far svolgere le attività al PD oppure no?
Ecco il “vecchio” articolo:
Il PD “deve pagarla”
Il PD a Sestu ha una colpa da espiare: esiste!
A Sestu, la minoranza DS che non condivise la scelta congressuale del 2007 ritiene che il PD debba pagare (1). Il PD “la deve pagare” perchè esiste, perchè si è mischiato con quei “cattivoni” di democristiani, perchè “non è di sinistra”. Quelle stesse persone oggi si adoperano affinché la sede di via Gramsci non finisca nelle mani del PD.
I beni dei DS sono stati ceduti a fondazioni che ne hanno assegnato la gestione al PD. Ma ciò che altrove era scontato non sembra esserlo a Sestu. Perchè? Perchè la minoranza dei DS che non ha aderito al PD non si dà pace e sostiene che quella sede debba restare ai partiti di sinistra. Non risulta però che ci siano state scissioni nei DS! Quando si sciolse il PCI la sede di via Gramsci andò con la maggioranza al PDS, nessuno spazio venne dato a Rifondazione Comunista. Il PDS è poi diventato DS, e la maggioranza a sua volta ha deciso di aderire al PD. Se i beni hanno sempre “seguito” la maggioranza, perchè ora si dovrebbe fare diversamente? Anche volendo capire le ragioni del passaggio del patrimonio alle fondazioni, non si capisce con quali motivazioni la gestione non dovrebbe essere data al PD. Quali sono gli altri partiti che come il PD sono derivati dai DS? Quali sono i partiti di sinistra che dovrebbero essere ospitati in via Gramsci? (2) Torniamo indietro alla prima separazione e rimettiamo in causa anche Rifondazione e i partiti che poi da questa sono nati?
A Sestu la minoranza scontenta vorrebbe che il bene fosse assegnato ad un’associazione – i cui soci fondatori sono alcuni dell’ultimo direttivo DS (resta da chiarire se regolarmente tesserati sino all’ultimo anno) – che dovrebbe gestire i locali dando spazio a tutti (a pagamento). Perchè non può essere il PD a gestire quel locale? Perchè non gli è riconosciuto questo diritto? Perchè nonostante il circolo PD a Sestu esista dal maggio 2009 ancora il segretario pro-tempore dei DS non ha provveduto a firmare l’atto di proprietà dal notaio per trasferire la sede alla Fondazione come si è fatto ovunque? Perchè, non si mette “al sicuro” il bene di via Gramsci passandolo alla Fondazione Berlinguer e non si lascia che quest’ultima decida a chi assegnarne la gestione? Perchè un’associazione, fatta da una minoranza che rappresenta solo pochi individui, dovrebbe dettar legge e fare da padrone nei confronti di chi ha diritto di stare lì e cioè il PD? Perchè quei pochi devono gestire un bene costruito da tutti coloro che hanno sostenuto la sinistra a Sestu? Perchè quei pochi hanno più diritto dei tanti DS che oggi sono nel PD e dei legittimi eredi del percorso politico della sinistra?
Ciò che gli attivisti “costruiscono” in termini materiali e di idee appartiene alla collettività per la quale hanno lavorato. Non importa quanto uno abbia sudato o ci abbia messo in denaro o tempo. I funzionari e i dirigenti di partito sono amministratori pro-tempore di un apparato utile e prezioso per la politica presente e futura, non possono essere i padroni-usurpatori dei beni pubblici degli iscritti.
Si può ragionevolmente capire che fondare un nuovo partito non sia semplice e che occorra una fase di transizione per superare le complessità tecniche. Quel che è assolutamente inaccettabile è una situazione nella quale un gruppo ristretto di persone approfitti delle funzioni svolte durante la transizione verso il PD e continui ad esercitare un’impropria funzione di controllo sulle risorse, sottraendole di fatto a tutti gli iscritti, la maggioranza, che hanno liberamente votato per percorrere il cammino politico dentro un nuovo partito.
Questa è una questione politica importante che dovrebbe godere della massima trasparenza. In ballo c’è il rispetto per gli iscritti, coloro che hanno contribuito ad accumulare un patrimonio pubblico per le azioni politiche del presente e del futuro e non per cristallizzare il passato.
Un argomento che quei pochi ex DS usano per avvalorare le loro assurde pretese è che i vecchi che hanno contribuito a costruire quel posto non sono nel PD. Questo è assolutamente falso. E’ vero che ora quelle persone sono o scomparse, come il nostro caro Giovanni Saba, o semplici iscritti nel senso che, per ovvie ragioni d’età, non fanno più vita politica attiva. Tra i nostri tesserati in tanti provengono dai DS. E’ vero anche che nel nostro circolo ci sono tanti nuovi attivisti nati dalla scelta coraggiosa fatta nel 2007 da DS e Margherita.
Ho esitato a render pubblica questa situazione per varie ragioni: per non contribuire a dare un’immagine del centrosinistra diviso e litigioso, per le responsabilità di certi dirigenti del PD che sembrano più legati alle loro amicizie DS che agli interessi del nostro partito, per la “trascuratezza” della stessa Fondazione Berlinguer. Penso però che la cittadinanza abbia diritto di sapere cosa sta avvenendo ad un bene collettivo che fa parte della storia cittadina.
L’ultima prepotenza è stata la richiesta di lasciare libera la stanza occupata dal PD per una riunione della fantomatica associazione che si vorrebbe candidare per la gestione della sede. Si può razionalmente chiedere ad un partito di levarsi dai piedi e lasciare lo spazio che occupa, e quindi documenti, dati sensibili, tessere… perchè deve riunirsi un’associazione registrata più di due anni fa, ma rimasta inattiva e nella quale alcuni soci fondatori contestano irregolarità nella costituzione? Ma soprattutto, considerando la grandezza dell’edificio in questione, come si deve interpretare la pretesa di fare la riunione nella stanza che da quasi tre anni è la sede del PD se non come atto di prepotenza e arroganza?
Il circolo PD A. Gramsci chiede legittimamente di gestire i locali di via Gramsci 5-7 e sa di poterlo fare seriamente e nell’interesse collettivo. In questi 3 anni di attività abbiamo dato molte prove dei nostri buoni propositi: abbiamo organizzato iniziative politiche e culturali, doposcuola, corsi gratuiti di informatica, un coro polifonico, corsi di inglese. Avendo in gestione tutto lo stabile potremmo fare molto di più: il nostro obiettivo è quello di rendere il circolo fruibile con tante attività, e quindi non escludere nessuno e anzi far avvicinare sempre più persone.”
Chi meglio del PD può rappresentare la continuità nel rispetto di tutti?
Michela Mura
Segretaria del Circolo A. Gramsci
Note storiche
1. Il PD è nato il 14 ottobre 2007, attraverso le elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale e dell’Assemblea Costituente. E’ l’erede de L’Ulivo, una coalizione di partiti fondata nel 1995 e nasce innanzitutto dalla volontà dei due principali partiti di centrosinistra attivi all’inizio del XXI secolo, i Democratici di Sinistra (DS) di tendenza socialdemocratica e Democrazia e Libertà – La Margherita (DL) di tendenza centrista/cristiano-sociale, di impegnarsi per l’unificazione del centrosinistra italiano.
Visto il successo della lista dell’Ulivo alle elezioni del 2006 (31,2%), i partiti fondatori decisero di continuare il percorso verso la formazione di un partito unico.
Nacquero numerose associazioni che rivendicarono la partecipazione attiva dei cittadini, anche di quelli non iscritti ad alcun partito, alla formazione del Partito Democratico.
Romano Prodi in prima persona, nel corso del 2006, incaricò tredici personalità di spicco del mondo della cultura e della politica di redigere un Manifesto per il Partito Democratico che venne reso pubblico nel dicembre del 2006.
Tra il 19 e il 21 aprile 2007 si tenne il IV e ultimo congresso dei DS, caratterizzato da una pluralità di mozioni:
• Per il Partito Democratico (75,5%), che ricandidava segretario Piero Fassino ed era favorevole al processo unitario con La Margherita e alla fondazione del Partito Democratico
• A Sinistra. Per il socialismo europeo (15,1%), che candidava segretario Fabio Mussi ed era espressione del cosiddetto Correntone, contraria alla formazione di un partito unico con i settori moderati della coalizione
• Per un partito nuovo. Democratico e socialista (9,4%), che aveva come primi firmatari Gavino Angius e Mauro Zani, i quali richiedevano un legame esplicito al socialismo europeo.
L’elezione alla segreteria di Piero Fassino decretò l’approvazione da parte della base dei DS della creazione del nuovo soggetto politico.
Quindi il 75,5% dei DS votò per la nascita del Partito Democratico. Il restante 24,5% non diede vita a nuovi partiti.
2.- Il Partito Comunista Italiano si sciolse il 3 febbraio 1991, quando la maggioranza dei delegati approvò la svolta della Bolognina del segretario Achille Occhetto al XX Congresso Nazionale e la contestuale costituzione del Partito Democratico della Sinistra (PDS) aderente all’Internazionale Socialista.
- Il Partito della Rifondazione Comunista fu fondato nel 1991 dai membri del PCI contrari allo scioglimento del Partito Comunista Italiano.
- Il Partito dei Comunisti Italiani fu fondato nel 1998, in seguito a una divisione interna a Rifondazione Comunista.
- Sinistra Ecologia Libertà (SEL) fu fondato nel 2009 con la fusione di: Sinistra Democratica (SD) guidata da Claudio Fava; Movimento per la Sinistra (MpS) guidato da Nichi Vendola; Unire la Sinistra (ULS) guidato da Umberto Guidoni; Associazione Ecologisti (AE).
COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO A. GRAMSCI SESTU
Apprendiamo dalla stampa che il sindaco Pili ha dato notizia dell’ingresso in maggioranza del consigliere Zanda. A questa operazione il Partito democratico è totalmente estraneo. Si mira a sostituire la maggioranza di centrosinistra, legittimata dal voto dei cittadini a governare la nostra cittadina, con un’altra sbilanciata a destra che ha come unico legame gli interessi di parte. L’apparentamento, che Pili ha negato di fronte ai cittadini durante le elezioni, avviene ora con pratiche clientelari. Le concomitanti dimissioni del Presidente del Consiglio comunale e gli inevitabili riposizionamenti su scranni e poltrone, per fare spazio al nuovo arrivato, denunciano l’infimo livello dell’agire politico di chi governa il Comune e il totale disprezzo della volontà democraticamente espressa dai cittadini.
Segreteria PD A. Gramsci Sestu
Sestu 15 aprile 2012 Manifestazione di solidarietà per realizzare un pozzo artesiano in Africa
La Manifestazione artistica, teatrale e di spettacolo di vario genere “Un Pozzo per la Guinea Equatoriale” si terrà a Sestu Domenica 15 aprile 2012 (presso il Palazzetto dello Sport di Via Dante), con inizio alle ore 19.00 ed è finalizzata ad una raccolta fondi per sostenere la Parrocchia di Bicurga (guidata da Padre Adolfo Roque che presta assistenza a circa 20.000 abitanti in un’area di decine di km2 della Guinea Equatoriale) in merito alla costruzione di un pozzo artesiano. Grazie a questa iniziativa si vogliono sensibilizzare i cittadini (sestesi e non) affinchè con la loro generosità sostengano questo tipo di iniziative di beneficenza che rappresentano un importante momento di solidarietà nei confronti dei popoli che si trovano in condizioni di sottosviluppo, povertà, denutrizione ed emarginazione. Padre Adolfo Roque ha inviato ai cittadini di Sestu un videomessaggio che potete ascoltare cliccando sul seguente link http://www.youtube.com/watch?v=nqYqwKB0XuY&feature=share
Camillo Pili
Antiche Terme di Abbanoa a Sestu
A Sestu, nonostante le diverse segnalazioni, permane ormai da ottobre 2011 la perdita d’acqua in Via Tiziano senza che nessuno intervenga per risolvere il problema. Infatti a tutt’oggi questa condotta idrica continua ad alimentare una sorgente d’acqua potabile che si disperde per le strade a spese dei cittadini sestesi, tant’è vero che qualche cittadino ha ben pensato di posizionare in quel tratto di strada un apposito cartello contenente la dicitura “Antiche Terme di Abbanoa aperte da ottobre 2011 – dalla sorgente alla fognatura”. Sarebbe opportuno un immediato intervento risolutivo.
Cino Perra
Strasburgo. Appunti di viaggio.
Ci tengono a dirtelo, non si mettono scrupoli a fartelo notare ovunque. Nel raggio di 500 km da Strasburgo, tra Germania, Francia e Svizzera, è concentrato il 55% della popolazione dell’Unione Europea che possiede il 70% della capacità di spesa. Circa 300 mila abitanti in città e poco più di un milione nell’area metropolitana scambiano continuamente conoscenze e risorse. Parlano un dialetto francese contaminato dal tedesco, i bambini crescono bilingue. La città è compatta, semivuota per le feste pasquali. Fa freddo. A Sestu abbiamo lasciato 20 gradi, li ne abbiamo trovati 9 all’ora di pranzo. Abbiamo dormito ad Eschau, 6 mila abitanti a 10 km da Strasburgo. I padroni di casa erano da noi, hanno girato il sud della Sardegna con la mia auto, sono andati via contenti di quanto hanno visto ed imparato. E’ questo il bello dello scambio casa.
L’Ill, affluente del Reno, forma un’isola al centro della città, la “grande Île”, che è patrimonio dell’umanità secondo l’UNESCO. Dentro il quartiere medioevale densissimo e pittoresco, con canali e chiuse che permettono la regolamentazione dei livelli dell’acqua, le case sembrano appoggiarsi l’una sull’altra quasi a sostenersi a vicenda.
A pochi minuti dal centro si raggiunge, a piedi perchè le “zone 30″ sono ovunque, l’insieme delle strutture istituzionali europee che insiste sui bordi del fiume. A collegare le due rive ponti carrabili e passerelle pedonali una delle quali, sorpresa, è in tutto e per tutto simile a quella di Sestu come già quella di Ginevra. Anche questa realizzata ed installata agli inizi del ’900, evidenzia la comune matrice culturale ingegneristica del tempo.
Una tendina canadese azzurra, appena fuori dalla sede del tribunale dei diritti dell’uomo, fa intuire la probabile esistenza di una vertenza di cui sarebbe interessante recuperare notizie.
Andrea
REFERENDUM DEL 6 MAGGIO
IL SILENZIO DEI PARTITI SUI REFERENDUM DEL 6 MAGGIO CONFERMA LA LORO VOGLIA DI LASCIARE LE COSE COME STANNO. POTERE, SOLDI, PRIVILEGI, UNA POLITICA SENZA PASSIONE, SENZA CORAGGIO, MAI LUNGIMIRANTE, E’ STATA CAPACE SOLO DI FARE DEI DANNI ALL’INTERA SARDEGNA. ORA IN SILENZIO ANDIAMO TUTTI A VOTARE 10 “SI”, PER FAR CAPIRE CHE LA DEMOCRAZIA APPARTIENE AL POPOLO.
Autore : Marco Leo -
Meditateci gente………meditateci…….
Alfredo Alberti
Aggiornato il portale web del Comune
Il protale civico su internet (www.comune.sestu.ca.it) è stato aggiornato. Nuova veste grafica, migliore accessibilità e arricchito di nuove sezioni. Presto dovrebbe trasmettere anche in diretta le sedute del Consiglio comunale. Dopo la sperimentazione è operativo anche l’albo pretorio online, così come un canale youtube con alcuni video. Alcune parti sono rimaste invariate, mentre altre attendono ancora di essere riempite con documenti, notizie e informazioni. Crescono anche i documenti direttamente consultabili online. L’aggiornamento del sito è stato curato dalla società Ablativ (come compare anche dai credits). (fp)
Piccolo grande cinema: “L’Arbitro” di Paolo Zucca
Tre anni fa, nel 2009, questo corto di Paolo Zucca ha vinto il David di Donatello. “L’Arbitro” è un film prodotto dall’Istituto superiore etnografico della Sardegna, nell’ambito del concorso Avisa, che puntava a promuovere i registi sardi sotto i 40 anni d’età. Ora vi invito a guardarlo e, se ne avete voglia, scrivere la vostra piccola critica.
Pili: Espulsione per chi ha tradito (dall’Unione Sarda del 06/04/2012)
Non si placa la guerra all’interno del Pd, dopo la decisione della segretaria cittadina Michela Mura e altri due consiglieri, Valentina Ledda e Fabio Pisu, di votare contro il Bilancio comunale, poi approvato solo grazie all’astensione di un indipendente dell’opposizione. Ieri, in via Emilia a Cagliari, è stata presentata una richiesta di espulsione nei confronti dei tre dissidenti dal sindaco Aldo Pili, tre consiglieri e due assessori del Pd. Nel documento si chiede una pronuncia su quanto accaduto da parte della commissione provinciale del Pd, ma la nota è stata inviata anche agli organi regionali e nazionali di garanzia. «Quanto accaduto è una cosa che non si era mai verificata prima», ha rimarcato Pili, «per questo abbiamo chiesto all’organo di garanzia di verificare se esistano i presupposti per la loro espulsione». (f.p.)































